termini d’uso | mappa del sito | credits |   Archivio Aerofototeca I.C.C.D. copyright Progetto Monte Moro 2011 - vietata la copia non autorizzata Marzo 1944. Un ricognitore inglese della R.A.F. sorvola la costa genovese. Il suo compito: fotografare e mappare tutto il litorale, le installazioni,  le fabbriche e il porto. Ma soprattutto il sistema di difese. La giornata è soleggiata, il tempo sereno, la visuale ottima. Quota di volo: 24500 piedi. Gli scatti si susseguono, ogni fotogramma si sovrappone a quello precedente per almeno un terzo. Si tratta di una tecnica collaudata, indispensabile per poter utilizzare uno speciale stereoscopio nella successiva visione e analisi delle immagini. Attraverso questo semplice apparecchio, sarà difatti possibile osservare l’andamento del terreno in tre dimensioni, con dettagli e particolari di maggior chiarezza rispetto alla semplice fotografia bidimensionale. Sono passati quasi 70 anni da quel volo, e grazie a quelle fotografie possiamo ricostruire con precisione quali fossero le reali condizioni di preparazione e di completamento del sistema fortificato di Monte Moro. In realtà, durante la sessione di studio è stato possibile visionare una cinquantina di immagini, comprese fra Nervi e Cogoleto, attraverso le quali è stato verificato praticamente tutto il sistema difensivo cittadino, per poi arrivare a scoprire -con molta sorpresa- postazioni non menzionate da nessun testo sino ad oggi consultato. Ma questa è un altra storia. Tornando a Monte Moro, questa è l’analisi che si può fare. In generale, lo stato di preparazione della batteria è tutt’altro che completato. Salta subito all’occhio che tutte le costruzioni non hanno nessun tipo di mimetizzazione  o di rete di camuffamento, e nulla è stato fatto per dissimularle alla vista delle ricognizioni alleate. Edifici, casermaggi e gli stessi pezzi di artiglieria sono tranquillamente riconoscibili ed identificabili. Partendo dalla sommità della collina: Sulla vetta (rif.1) è presente la costruzione con le fattezze di una chiesetta. L’ombra che si proietta sul tetto della casa evidenzia una torretta abbastanza alta. Un centinaio di metri a sinistra, cinquanta più a valle, si nota chiaramente la costruzione di una delle caserme, oltre ad una serie di piccoli presidi lungo la rotabile. Sul piazzale delle palazzine comando, (rif.2) salta alla vista una costruzione che richiama fortemente ad architettura di tipo fortilizio. Potrebbe trattarsi dei resti di una precedente batteria, la cui costruzione sembra risalire al primo decennio del 1900. Il radar Wurtzburg non è stato ancora montato, il che conferma il luglio 44 come data di installazione dell’apparato. Scendendo poco più a Valle, (rif.3) la torre binata del 381 è facilmente distinguibile, con i suoi due cannoni in posizione di riposo, orientati verso il muro di ponente della postazione. Alla destra, la lunga fila dei casermaggi della 251^ batteria (3^ batteria, Monte Moro I) e la palazzina comando, l’unica in muratura insieme ai servizi igienici. Nessuna opera di mascheramento. Ci spostiamo sulla sinistra rispetto alla torre binata, nulla si intravede della batteria contraerea (3^ batteria, Monte Moro III). Nei punti in cui dovremmo trovare le 4 piazzole e la direzione di tiro, sembra esserci solo qualche piccola baracca, anche se qualche dubbio è legittimo. Infatti in questo spazio il terreno appare leggermente dissimile rispetto a quello nelle vicinanze. Forse, ma solo forse, queste piazzole sono state coperte alla vista di occhi indiscreti. Ma come mai tutto il resto no? Più probabile,quindi, che le artiglierie contraeree non siano ancora state installate. Scendiamo fino alla 200^, (rif.4) che possiamo iniziare a chiamare 4^ o Monte Moro II, quale era il suo reale appellativo nel ‘44. I 3 cannoni costieri sono in posizione ma ancora su piazzola scoperta. Per due di loro non sono ancora state realizzati gli “Schartenstand”, le coperture di concezione tedesca con tipologia costruttiva Regelbau M272. Anche qui, nessun tipo di mimetismo o mascheramento. Mancano la stalla e alcune vasche per l’acqua. Certamente la prima verrà edificata a breve ed è facile immaginare il perché: i materiali, o parte di essi, con cui realizzare le opere mancanti, saranno trasportati anche attraverso l’uso di muli. Le vasche -una delle quali riporta ancora oggi incisa la data del giugno 1944- sarebbero anch’esse servite per contenere le grandi quantità di acqua necessarie ad impastare il cemento per il  completamento della batteria. Ben visibili, infine, una baracca in legno subito dietro la palazzina comando e la lunga costruzione adibita a mensa (confronta la planimetria preparata dal servizio partigiano e riportata nella sezione dedicata all’archivio ILSREC di questo sito). Chiude infine il quadro della batteria, al margine estremo verso valle, la piazzola con le trincee -che sono ben ben visibili- e il corpo di guardia.
ultimo aggiornamento 05/02/2011 Volendo, è possibile consultare l’intera sequenza di fotografie scattate dai ricognitori della R.A.F. sul territorio di Genova. Queste sono visionabili presso lo Sportello Cartografico della Regione Liguria. La foto presentata in questa pagina è di proprietà della: Aerofototeca -Istituto Centrale per il catalogo e la documentazione. Ministero dei Beni Culturali. Le immagini sono acquistabili contattando l’istituto. www.iccd.beniculturali.it Vista di insieme della 200^ batteria Il mio personale ringraziamento alla curatrice e responsabile della Aerofototeca Nazionale. Non solo per aver autorizzato l’inserimento di questa fotografia sul sito di progettomontemoro, ma per il suo aiuto e per la grande cortesia che ha dimostrato. Nel complesso mondo delle ricerche storiche, è una vera fortuna poter incontrare persone così disponibili. La costruzione sulla vetta e sulla sinistra la caserma Sulla sinistra il piazzale superiore, a destra i casermaggi della 251^ Vista d'insieme della batteria da 381/40 Questa fotografia appartiene a: Fondo RAF, 02-03-1944, IGM foglio 83, str.21, fot. 4230. Copyright ICCD - Aerofototeca Nazionale. Autorizzazione ICCD alla pubblicazione sul web 7073 del 29/12/2010 1 2 3 4