termini d’uso | mappa del sito | credits |     Abbandonato il piazzale della batteria contraerea a quota 412, occorre percorrere per un centinaio di metri la strada asfaltata in direzione monti. Si raggiunge quindi in pochi minuti una piccola cappelletta, che troviamo sulla destra, nelle cui immediate vicinanze riparte il sentiero che porta in vetta a Monte Moro e preseguendo sul Monte Fasce. Dopo alcune decine di metri guardando in vetta, sono già visibili i resti di quello che doveva essere il presidio più in quota di tutta la batteria. Si tratta del Posto Vedetta Batteria, che apparteneva alla maglia di difesa aerea del capoluogoligure.  La struttura, di per sé, non presenta postazioni di particolare rilievo. Le due costruzioni di cui era composta sono entrambe crollate. Il pessimo stato di conservazione potrebbe essere stato causato sia dalla tipologia dei materiali usati, sia derivare da un abbattimento volontario dei manufatti. A suffragare la prima ipotesi, difatti, sarebbe l’analisi di quanto resta delle costruzioni: erano quasi interamente costruite in pietra, con alcuni pilastri e travi in cemento scarsamente rinforzato. Sul posto sono ancora visibili i ferri per l’armatura, dalle dimensioni ridottissime. Tour > Vetta  copyright Progetto Monte Moro 2010 - vietata la copia non autorizzata . . La vetta, vista dal sentiero Vista di insieme: la vetta e, sullo sfondo, il piazzale della dominante Un trave in cemento armato, quello che resta di una delle costruzioni Vista delle costruzioni, lato nord Vista delle costruzioni, lato est Pilastro in cemento armato Soletta in cemento armato. Da notare lo spessore esiguo Vista delle costruzioni: lato sud Uno dei ferri di armatura del cemento armato. Da notare la dimensione esigua Una delle piastrelle che rivestivano il pavimento delle palazzine Then and now Alcuni resti delle tegole del tetto Una piccola piazzola, subito davanti alle costruzioni Basamento, probabilmente per una garitta Le costruzioni, versante ovest Una corta scalinata porta ad uno spiazzo Accesso ad un rifugio in caverna L'uscita del rifugio Interni Una trincea a protezione dell'ingresso della grotta Visuale dalla trincea: la strada carrabile che conduce a Monte moro In primo piano: ingresso e uscita della grotta, a pochi metri di distanza l'uno dall'altra Una delle Fotoelettriche a servizio della batteria Contraerea Particolarità interessante, è che una di queste due casette era stata costruita simulando le fattezze di una piccola chiesetta, campanile compreso, che appunto fungeva da torretta di osservazione. Durante alcune giornate di studio presso vari archivi, è stato possibile ritovare le planimetrie ed i disegni di questi posti di avvistamento, progettati in alcuni casi con una certa gradevolezza estetica. Malgrado il diverso compito cui era destinato, non è escluso che a questo caposaldo fosse affidata la protezione sul fronte nord dell’intero complesso di Monte Moro. Situata ancora più a monte, non molto distante, troviamo una trincea. Ha piena visibilità sulla strada e, nel qualtempo, sembra sbarrare l’accesso ad una caverna scavata nella montagna e lasciata al suo stato grezzo, pensata probabilmente con la duplice finalità di protezione antiaerea del personale e -altrettanto probabilmente- di riservetta protetta. Quello che invece era sicuramente presente, poche decine di metri più a valle, è una sezione di fotoelettriche, equipaggiata con apparato Galileo da 150/240 carrellato, affidata in origine a personale del regio esercito, per la precisione a soldati del Genio Fotoelettricisti. A questo punto, potrebbe anche trattarsi di una delle 5 postazioni presenti sulle colline genovesi. Ne parla il diario di guerra di un ufficiale in servizio nel capoluogo ligure . Con queste premesse, si potrebbe supporre che, sempre nelle immediate vicinanze, trovasse posto anche un aerofono, una colonnina di comando e un generatore di corrente. All'interno della galleria, sono state ricavate due stanze di circa 5 mq cadauna
ultimo aggiornamento 04/08/2012