termini d’uso | mappa del sito | credits |   La partenza di quello che resta della risalita è attualmente all'altezza di Quartiere Azzurro, anche se, con  ragionevole certezza, all'epoca della costruzione della batteria doveva trovarsi  qualche decina di metri più a valle. Fortunatamente esiste una buona serie di scatti fotografici che documentano i momenti salienti del trasporto delle artiglierie e della virola. Parte della collina venne appositamente sbancata, spianandone alcuni punti ed addolcendo il ripido pendio in alcuni altri. Il materiale estratto dalla montagna durante la realizzazione delle gallerie, venne riutilizzato per completare il livellamento della risalita e per preparare un sottofondo adatto a sopportare dei carichi così pesanti quale potava essere una torre di tipo navale ed i suoi pezzi di artiglieria. Da ultima venne posata la doppia coppia di binari, realizzata utilizzando materiali e dettami costruttivi tipici del sistema Decauville, ovvero con uno scartamento ridotto rispetto alle comuni realizzazioni di tipo ferroviario. Cadenzati a circa una cinquantina di metri l'uno dall'altro, sono visibili delle costruzioni ellittiche in cemento armato,  profondamente inserite nel terreno. Certamente avevano la funzione di fermare l'eventuale movimento franoso dei massi e dei ciottoli che erano serviti per fare da massicciata alla doppia fila di binari. In alcune foto storiche sono perfettamente visibili e si trovano a filo terreno. Sempre cadenzate per tutto il percosso da valle a monte, sono presenti le zanche di fissaggio dei binari, fissate al terreno ed affogate in una base in cemento armato. Facile ipotizzare che servissero, vista la ripidità del percorso, ad evitare lo sradicamento di binari e Le uniche tracce di quanto resta dela coppia di binari. Uno spezzone piantato nel terreno e un pezzo da due metri, dimenticato dopo lo smantellamento e il recupero del ferro nel primo dopoguerra. Tour > Osservatorio e risalita copyright Progetto Monte Moro 2010 - vietata la copia non autorizzata Uno dei blocchi in cemento, preposto a contenere il moto franoso della massicciata Vista panoramica dal tetto dell'osservatorio posto nelle vicinanze della risalita dei pezzi L'osservatorio Particolare di una delle uscite di emergenza dell'osservatorio Il primo pezzo della risalita dei pezzi, così come si presenta oggi L'osservatorio la seconda uscita di emergenza dell'osservatorio. E' ubicata vicino all'ingresso principale il primo tratto della risalita, a monte dell'osservatorio Uno dei molti ganci con cui le rotaie erano saldamente fissate al terreno Particolare della canalizzazione che corre lungo tutto il tragitto della risalita, a fianco dei binari. Conteneva sia i cavi per i collegamenti telefonici telefonici fra l'osservatorio e la batteria, sia quelli per l'alimentazione elettrica Altra serie di ganci di fissaggio. Erano 2 coppie, annegate in un basamenti in cemento di circa 3 metri di larghezza. proseguendo la risalita, si incontrano altre piattaforme in cemento per il contenimento della massiciata su cui erano alloggiati i binari Raggiunta la metà del tragitto, troviamo l'unica parte in piano. In questo punto era collocato un argano e due piloni Particolare del basamento dell'argano La visuale verso Portofino Questa immagine ritrae lo stesso punto immortalato da una delle fotografie storiche, la quarta Vista d'insieme del tratto pianeggiante,visuale verso sud Anche in questo caso, è ritratto lo stesso punto di due delle foto d'epoca: la seconda e la ottava I segni lasciati dalle funi in acciaio sul basamento dell'argano Particolare di uno dei basamenti dei piloni adiacenti al motore Ultimi tratti del percorso, a grandi linee siamo nel punto della fotografia storica numero 5 Per gentile concessione "Storia Militare"  Per gentile concessione "Storia Militare" Per gentile concessione "Storia Militare" Per gentile concessione "Storia Militare" Per gentile concessione "Storia Militare" Per gentile concessione "Storia Militare" Per gentile concessione "Storia Militare" Per gentile concessione "Storia Militare" Per gentile concessione "Storia Militare" Le fotografie della galleria sopra sono tratte da: C.A.Clerici - Le difese costiere italiane nelle due guerre mondiali, Albertelli Edizioni Speciali, collana Storia Militare Per gentile concessione "Storia Militare" L'ultima parte, quella immortalata nella fotografia storica numero 8. L'arco in cemento armato è stato costruito successivamente, per sorreggere la strada carrabile Sotto L'arco in cemento, l'ultimo dei basamenti per i motori degli argani Vista d'insieme del tratto di risalita delle artiglierie, preso dalla strada di accesso alla 251^ traversine e il conseguente ribaltamento dei pezzi trasportati. A metà del percorso, nell'unico tratto pianeggiante, sono ancora visibili i basamenti di un argano (le cui funi hanno inciso il cemento armato) e probabilmente di due piccoli tralicci. Lungo tutto il percorso, ubicato sulla sinistra salendo, è visibile un piccolo cavidotto, coperto con lastre in cemento, in cui trovavano posto probabilmente sia l'alimentazione elettrica per gli argani, per l'osservatorio a valle, e qualche cavo telefonico per le comunicazioni. In cima, quasi raggiunta la carrabile, la coppia di rotaie ha una deviazione di 90°. Proprio in questo punto troviamo il basamento del secondo argano. Un terzo era probabilmente posizionato proprio in corrispondenza del pozzo del 381, una decina di metri a valle dello stesso.