termini d’uso | mappa del sito | credits |   Tour > La 15^ Batteria C.A. copyright Progetto Monte Moro 2010 - vietata la copia non autorizzata ultimo aggiornamento 04/04/2021 Superata la chiesa di santIlario, si imbocca via dei Tasso Superata la chiesa di santIlario, si imbocca via dei Tasso Superata la chiesa di santIlario, si imbocca via dei Tasso Superata la chiesa di santIlario, si imbocca via dei Tasso Superata la chiesa di santIlario, si imbocca via dei Tasso Superata la chiesa di santIlario, si imbocca via dei Tasso Superata la chiesa di santIlario, si imbocca via dei Tasso La palazzina comando L'interno dellla palazzina comando basamento per radar Wurzburg-Riese FU.M.O. 214 La costruzione che ospitava un radar tipo FU.M.O. 1 Interno del basamento per radar Superata la chiesa di santIlario, si imbocca via dei Tasso Superata la chiesa di santIlario, si imbocca via dei Tasso Particolare del pavimento in graniglia della palazzina comando Superata la chiesa di santIlario, si imbocca via dei Tasso Il caminetto. Da notare che, sul frontale, era riportato lo stemma con i due cannoni incrociati La cappelletta Interno della cappelletta: nicchia per statua votiva Interno della cappelletta: iscrizioni con le indicazioni della batteria Raggiunto il piazzale di Monte Moro di quota 412 slm, dove termina la strada carrabile che risale la collina, troviamo le costruzioni che originariamente costituivano il comando della 15^ batteria contraerea, armata con pezzi da 76/45. Si tratta di una serie di piccole costruzioni ad un piano, comprese fra uno e quattro vani. Particolare interesse è attribuibile a due di esse. Una è la cappelletta, presenza pressoché costante in quasi tutte le batterie costiere e contraeree. Si tratta di un locale di pochi metri quadrati, all’interno del quale era collocata una edicola votiva. Subito al di sotto, una targa ricorda l’appartenenza della batteria alla 3^ legione della milizia artiglieria contraerea. Nelle vicinanze sono ancora visibili le due riservette. Di fronte, troviamo la seconda delle costruzioni interessanti. Si tratta molto probabilmente di un alloggio per ufficiali. Si compone di 4 vani, i cui pavimenti “alla genovese” in graniglia di marmo levigata, sono ornati dalle effigi di due cannoni incrociati. Lo stesso decoro, parzialmente distrutto, era applicato sull’ampio camino che troneggia in una delle stanza. Una terza struttura, la casermetta di 5 metri per 25, è stata trasformata in quello che, sino ad alcuni decenni fa, era un ristorante. Recenti studi hanno portato a scoprire che i quattro pezzi di artiglieria furono installati su un terrapieno preesistente, databile intorno al 1913: sono le strutture iniziate - e mail completate - della batteria Nino Bixio. Questo forse spiega perchè su alcune carte la zona viene indicata come Forte Monte Moro. Importante sottolineare che a partire dal 1941 i vecchi pezzi da 76/45 verranno gradualmente sostituiti con i moderni 90/53 e, di conseguenza, la batteria assume una nuova numerazione, diventando 604^. Spostandosi di poche decine di metri verso mare, troviamo altre due costruzioni, un basamento di forma tronco/piramidale - a base pentagonale - e subito nei pressi una piazzola circondata da uno spesso muro, alto tre metri. Sotto il profilo storico, queste strutture sono le più importanti. Evidenziano infatti che l’intero complesso di Monte Moro (batterie costiere e contraeree) era dotato di postazioni Radar. Uso comune, era quello di identificare le postazioni radar con un nome proprio. A Monte Moro i nomi utilizzati furono “Funkmess-Beobachtung-Gerät (Walfisch)” e “Funkmess-Ortung-Gerät (Tanga)”. Con ragionevole certezza, le due postazioni non furono contemporaneamente attive. Il primo radar ad essere operativo doveva essere del tipo Fu.MO 1 ( in alternativa un Fu.MO 2) nella postazione protetta dai muri alti tre metri. Solo successivamente, nel luglio del 1944, venne posizionato, sulla base pentagonale in calcestruzzo, un WURZBURG-RIESE Fu.MO 214. Questo radar, in precedenza installato a Punta Ala (Grosseto), è già operativo il 13 luglio, data in cui viene riportato che le due batterie di Monte Moro e di Punta Chiappa, aprono il fuoco verso un bersaglio identificato da questo dispositivo.