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ultimo aggiornamento 31/10/2010 Superata la chiesa di santIlario, si imbocca via dei Tasso Superata la chiesa di santIlario, si imbocca via dei Tasso Superata la chiesa di santIlario, si imbocca via dei Tasso Superata la chiesa di santIlario, si imbocca via dei Tasso Superata la chiesa di santIlario, si imbocca via dei Tasso Superata la chiesa di santIlario, si imbocca via dei Tasso Superata la chiesa di santIlario, si imbocca via dei Tasso La palazzina comando L'interno dellla palazzina comando basamento per radar Wurzburg-Riese FU.M.O. 214 La costruzione che ospitava un radar tipo FU.M.O. 1 Interno del basamento per radar Superata la chiesa di santIlario, si imbocca via dei Tasso Superata la chiesa di santIlario, si imbocca via dei Tasso Particolare del pavimento in graniglia della palazzina comando Superata la chiesa di santIlario, si imbocca via dei Tasso Il caminetto. Da notare che, sul frontale, era riportato lo stemma con i due cannoni incrociati La cappelletta Interno della cappelletta: nicchia per statua votiva Interno della cappelletta: iscrizioni con le indicazioni della batteria Raggiunto il piazzale di Monte Moro, dove termina la strada carrabile che risale la collina, troviamo le costruzioni che originariamente costituivano il comando della 251^ batteria costiera e della 15^ batteria contraerea. Si tratta di una serie di piccole costruzioni ad un piano, comprese fra 1 e 4 vani. Particolare interesse è attribuibile a due di esse. Una è la cappelletta, presenza pressoché costante in quasi tutte le batterie costiere e contraeree. Si tratta di un locale di pochi metri quadrati, all’interno del quale era collocata una edicola votiva. Subito al di sotto, una targa ricorda l’appartenenza della batteria alla 3^ legione della milizia artiglieria contraerea. Di fronte, troviamo la seconda delle costruzioni interessanti. Si tratta molto probabilmente di un alloggio per ufficiali. Si compone di 4 vani, i cui pavimenti “alla genovese” in graniglia di marmo levigata, sono ornati dalle effigi di due cannoni incrociati. Lo stesso decoro, parzialmente distrutto, era applicato sull’ampio camino che troneggia in una delle stanza. Una terza struttura è stata inglobata in quello che, sino ad alcuni decenni fa, era un ristorante, mentre altri locali, sparsi nelle vicinanze, sono oramai ridotti a ruderi. Non ci sono evidenze in merito a questa ipotesi, ma è possibile che, su questo stesso spiazzo, trovasse posto -in origine- un’ altra costruzione militare risalente alla metà del 1800. Su alcune carte la zona viene indicata come Forte Monte Moro. Spostandosi di poche decine di metri verso mare, troviamo altre due costruzioni, un basamento di forma tronco/piramidale -a base pentagonale- e subito nei pressi una piazzola circondata da uno spesso muro, alto tre metri. Dal profilo storico, queste strutture sono le più importanti. Evidenziano infatti che la batteria era dotata di postazioni Radar. A quanto risulta, sono le uniche strutture per dispositivi fissi presenti a Genova e zone limitrofe. Uso comune, era quello di identificare le postazioni radar con un nome proprio. A Monte Moro i nomi utilizzati furono “Funkmess-Beobachtung-Gerät (Walfisch)” e “Funkmess-Ortung-Gerät (Tanga)”. Con ragionevole certezza, le due postazioni non furono contemporaneamente attive. Il primo radar ad essere operativo doveva essere del tipo Fu.MO 1 ( in alternativa un Fu.MO 2) nella postazione protetta dai muri alti tre metri. Solo successivamente, nel luglio del 1944, venne posizionato, sulla base pentagonale in calcestruzzo, un WURZBURG-RIESE Fu.MO 214. Questo radar, in precedenza installato a Punta Ala (Grosseto), è già operativo il 13 luglio, data in cui viene riportato che le due batterie di Monte Moro e di Punta Chiappa, aprono il fuoco verso un bersaglio identificato da questo dispositivo.