copyright Progetto Monte Moro 2010 - vietata la copia non autorizzata  termini d’uso | mappa del sito | credits |     Il complesso della batteria contrarea risulta costituito da quattro piazzole, un osservatorio con annessa direzione di tiro e un locale sotterraneo in cui era alloggiato il generatore di corrente da cui la batteria traeva l’energia elettrica. Il complesso si presenta ancora oggi in buone condizioni, probabilmente per merito della buona qualità dei materiali con cui a suo tempo venne costruito. Sotto il profilo della realizzazione, le quattro postazioni ricalcano tutte la stessa planimetria, con alcune varianti sulle dimensioni. dettaglio di una piazzola perartiglieria contraerea da 90/53 L'interno del locale generatore La parte terminale dell'ucita di emergenza Un altra piazzola Dettagli cromatici della mimetizzazione originale Lo spiazzo antistante il locale generatore L'osservatorio: visuale da fronte mare Tour > Contraerea dettaglio direzione di tiro della batteria contraerea Un basamento sul piazzale Una vasca Dettagli cromatici della mimetizzazione originale Particolare dela gronda per il defluso delle acque piovane uno dei locali, sia riservette che rifugi antiaerei per il personale particolare dell'accesso al pozzo/uscita di emergenza L'osservatorio/direzione di tiro Uscita di Emergenza/condoto di aerazione L'ingresso dell'osservatorio L'ingresso dell'osservatorio L'interno dell'osservatorio, sono ancora visibili i fori per il passaggio dei cavi con la dt soprastante Una delle piazzole Una piazzola e in primo piano, l'uscita di emergenza. Da notare, l'incavo creato per far passare i cavi dell' alimentazione elettrica Sopra l'osservatorio, la direzione di tiro Si tratta di piazzole di grandi dimensioni, orientativamente oltre sei metri di diametro, intorno alle quali sono state realizzate 5 riservette posizionate ad un piano leggermente inferiore rispetto a quello del pezzo di artiglieria. Le dimensioni di questi locali è due metri per uno, con una altezza di circa due metri. Partendo dal piano della piazzola, una ripida scalinata conduce ad un locale sotterraneo di 20/25 metri quadri con volta a botte, le cui pareti in cemento armato sono in alcuni casi rivestite da una fila di mattoni intonacati. A questi locali erano affidate  sia funzioni di deposito che di rifugio antiaereo. Da questo locale parte inoltre un cunicolo verticale di ridotte dimensioni, all’interno del quale sono posizionati una serie di scalini a pioli. Evidentemente garantiva, nel limite del possibile, una via di fuga in caso di emergenza e, nel qualtempo, il ricambio d’aria della stanza. Particolarità curiosa da citare, è la dimensione di alcune parti di questa struttura che, a seconda di come vengono interpretate, può far pensare sia ad un errore di progettazione -realizzazione- sia dare evidenza della sostanziale differenza di altezza e corporatura fra le generazioni dei ventenni degli anni ’40 e di quelli attuali. L’altezza del corridoio che porta dalla piazzola allo stanzone, ad esempio, oscilla fra il metro e settantacinque e il metro e ottanta, Allo stesso modo, i pozzi delle uscite di emergenza, di cui abbiamo parlato qualche riga sopra, hanno un diametro che spazia fra i 70 agli 80 cm di diametro. Misure che creerebbero qualche problema a ben più di un contemporaneo. La direzione di tiro è composta da due strutture diverse, sovrapposte l’un l’altra. L’osservatorio vero e proprio è la classica costruzione in cemento armato interamente chiusa a parte la feritoia anteriore, fronte mare. Si tratta di un unico locale, a cui si accede tramite una scaletta di pochi gradini. Sul soffitto sono ancora presenti alcuni fori che collegavano questa postazione con la piazzola superiore. Questo particolare darebbe da pensare che nell’osservatorio fosse collocata anche la centrale di tiro. Sul tetto dell’osservatorio è stata ricavata una piazzola a forma di “T” circondata da un muretto in calcestruzzo alto poco meno di un metro e mezzo. Al suo interno trovava posto il telemetro per il calcolo delle distanze e della direzione di avvicinamento degli eventuali velivoli nemici. Tutte queste opere erano originariamente dipinte con una livrea mimetica che ricalcava i colori del telo tenda Italiano (mod. 1929). L’effetto di camuffamento e di integrazione con l’ambiente circostante, venne successivamente rivisto e migliorato attraverso la copertura delle batterie con reti, i cui ganci di fissaggio sono ancora visibili in molte costruzioni. Nel caso dell’osservatorio, con ancora maggior maestria, venne costruita una copertura estremamente realistiche in rete metallica e cemento, che raccordava la postazione con le linee della collina simulando le fattezze di un masso. Piccola piazzola su cui sono presenti 3 prigionieri, probabilmente per il fissaggio di un treppiede La porta che collega ogni piazzola con la scalinata e il locale sotterraneo Scorcio di visuale sul promontorio di Portofino La rampa di scale che collega le piazzole con i locali sotterranei Un altro locale, relativo ad una diversa piazzola particolare dei prigionieri per il fissaggio dei pezzi Particolare dei materiali impiegati per realizzare la mimetizzazione delle opere, simulando forme di massi